martedì 30 maggio 2017

Capo e Natina, il libro.



 Quando Samantha Scala mi ha chiamato per illustrare i suoi racconti con le mie fotografie,  mi sono letta le storie della coppia protagonista del libro per poter isolare delle scene e tradurle in immagini, e l'ho fatto in un solo pomeriggio. 


Non riuscivo più a smettere e ad ogni novella immaginavo luoghi e visi con così tanto dettaglio che avevo l'impressione di averli conosciuti dal vivo. Le parole di Samantha erano così pulite e vere che  mi sembrava di sentire il calore del sole, il profumo della cucina, del soffritto, delle spezie e la tranquillità di quando ci si siede in un ambiente familiare.
I set sono quasi tutti montati alla Masseria "Casale della Contea" a Frigintini, in provincia di Modica.

Sfogliando il libro ora, mi sembra di aver vissuto un mese in quel paese, quando invece sono stata solo una settimana. Un lavoro intenso, a pieno ritmo, un lavoro di cervelli, mani, volontà e tanto tanto cuore.

Per ogni foto c'è un aneddoto da raccontare, per ogni set c'è stata ricerca e sentimento, per ogni racconto abbiamo trovato "attori" improvvisati e volontari felici di contribuire con mani e gesti.

Ho vissuto la Sicilia non come turista ma come persona informata e coinvolta nei fatti. Ho mangiato e bevuto la Sicilia, l'ho morsa, l'ho sgranocchiata, ho imparato a conoscerla con gli occhi di un "siculo".

Questo libro sarà in vendita presto nelle librerie e on line, ma siate consapevoli: non state comprando carta stampata, illustrata, scritta. 

State comprando gioia: quella di Sam quando ha visto il mio primissimo scatto alle sue brioches. State comprando le corse per fotografare con la luce, i muscoli di chi ha spostato i mobili perché "così voleva la fotografa", state comprando i bucatini alle sarde mangiati alle 9 di mattina  perché nun si jettanu ca é piccatu , gli arancini passati mille volte da nonna a nipote perché non ero mai contenta. State comprando il campanello suonato nelle case di Frigintini per trovare una mano da uomo che doveva impersonificare Capo o uno sguardo innamorato per quello di Elena.
E state acquistando anche tutti i caffè che mi hanno offerto ogni volta. 
Ogni santissima volta.
Comprate, con il libro, tutto l'amore per la Sicilia, i gesti lenti, il dialetto. 
I dolci.
I fritti. 
I dolci fritti (che se sono solo dolci, fa brutto).
Comprate un pezzo d'Isola, la tradizione, le cene con gli avanzi, il tavolo di marmo, le sedie impagliate, i cactus, il finocchietto selvatico e le nostre lacrime al momento dei saluti.


Grazie a Francesco, Giorgio, Stefania, Massimiliano, Matteo per avermi facilitato il lavoro. Grazie a chi sapeva, a chi ha fatto finta di non sapere e a chi ha saputo dopo, che stavo per dar alla luce in un parto condiviso, questo piccolo grande libro.
Grazie a Sam per aver insistito con me, per avermi inviato note vocali di 16 minuti per rassicurarmi in tutte le mie crisi artistiche. 
Grazie per essere passata con nonchalance da cliente a amica nel giro di un paio d'ore, grazie perché anche quando ti chiamavo Teresa mi rispondevi pacinziusa comu sulu na fimmina siciliana sapi esseri.



Qui, il backstage!



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giovedì 11 maggio 2017

Corsi food photography Italia


La fotografia del cibo nasce per necessità di comunicazione visiva.
Una bella foto accanto ad una ricetta attira l’attenzione, rende giustizia alle parole e suscita piacevoli sensazioni gustative.
Tramite lo studio di colori, linee armoniche e regole di composizione, una pietanza può diventare superbamente gustosa rispecchiando la sensibilità di chi la fotografa.
Nel mondo della fotografia del cibo due figure lavorano sempre in coppia esovente sono la stessa persona. Sono il food photographer ed il food stylist: ruoli che richiedono competenza ed abilità.
Con la nascita del food blogging nasce, per chiunque prepari ed assaggi ricette per poi condividerle sul web, l’esigenza di avvicinarsi a queste figure professionali per rendere le proprie creazioni più accattivanti. Oltre al background di competenze, le differenze tra un food fotographer professionista ed un food blogger sono sostanziali: l'attrezzatura tecnica ed il tempo a disposizione.
Ed è qui che entra in scena Dazzero.



I corsi DAZZERO sono rivolti a neofiti e non: sono strutturati per accogliere chiunque desideri avvicinarsi alla food photography per la prima volta o a chi necessita affinare la propria preparazione fotografica e creativa.
I corsi sono finalizzati ad un apprendimento o miglioramento della tecnica e della composizione armonica nella fotografia di cibo, con lezioni teoriche e pratiche ed un supporto anche post-corso.
Più di 100 allievi da tutta Italia nel 2016 hanno partecipato ai corsi di foodphotography DAZZERO, sviluppando una visione più consapevole e portando con sé risultati eccellenti.

I corsi DAZZERO sono attualmente gli unici corsi itineranti in Italia e si svolgono nella vostra città in due giornate:

Corso base

Il corso ti da’ la possibilità di cominciare da zero, scoprire come funziona la reflex, le impostazioni fondamentali di controllo dell’ esposizione in termini di diaframma-tempo-ISO nelle varie modalita’P, A, S e M, come controllare luce, messa a fuoco, profondità di campo, bilanciamento del bianco e nozioni sulla gestione, degli spazi e dell’attrezzatura. La mattinata sarà dedicata alla teoria e alla tecnica, mentre il pomeriggio metteremo in pratica quanto esposto, consigliandovi al meglio.


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Corso food styling


Il corso propone lo studio del food styling non solo per immortalare il cibo ma anche per raccontare una storia, per stuzzicare emozioni che vanno al di là del piatto. L'obiettivo è quello di migliorare le foto attraverso la composizione fotografica del set, quindi con lo studio delle regole armoniche, bilanciamento di linee e colori, come rendere accattivante una preparazione, trucchi e segreti del mestiere. E' appositamente fatto per persone che non hanno studio fotografico, ombrellini e faretti ma una semplice cucina. 
La mattina sarà dedicata alla teoria e il pomeriggio faremo molta pratica con diversi tipologie di set.

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Dove e quando? 
I corsi Dazzero vengono svolti in tutta Italia, nelle più grandi città.
Segui la pagina su FB (Moni Qu Photography) per poter essere aggiornato sugli eventi, oppure scrivimi in privato.

Come sono strutturati? 
I corsi si svolgono in due giornate: il sabato con il "food base" e la domenica con lo "food styling".

Quanti iscritti saremo? Le classi sono composte da massimo 13 persone.

Cosa devo portare? Porta la tua reflex e l'obiettivo che usi per le tue foto di food. Se non hai ancora fotocamera ma intendi comprarla, sono disponibile per consigli: scrivimi!

Quanto mi costa? Il corso intero delle due giornate (base e stile) più aggiornamenti sul gruppo FB, aiuti e consigli post-corso, costa 200 euro pagabili tramite bonifico (


Perché dovrei venire al tuo corso? Perché faccio il mio lavoro con passione, cuore e sentimento. Perché ti seguiro' post-corso per raggiungere i tuoi obiettivi, perché mi trovi sempre disponibile a consigliarti per il meglio e a migliorarti.

Per iscriverti, invia una mail a

monique.donnet@hotmail.com






DAZZERO

propone dei corsi avanzati indirizzati a chi ha già frequentato i due corsi precedenti e ha nozioni base di tecnica e composizione.




Corsi avanzati




Corso di gestione libreria immagini e sviluppo del RAW il negativo digitale con esempi e applicazioni in Lightroom.
Una buona tecnica fotografica è la base per scattare belle immagini, ma con l’avvento della fotografia digitale, dove lo sviluppo del RAW ha sostituito lo sviluppo del negativo, è fondamentale saper padroneggiare gli strumenti di sviluppo ed elaborazione dei propri “negativi digitali”.
Ugualmente importante è l’organizzazione e la gestione della grande quantità di immagini che produciamo sia in fase di importazione, selezione e ricerca. Questo ci permette di trascorrere più tempo nello sviluppo o con la fotocamera e quindi di essere più creativi.

Per questo il corso si focalizza sull’utilizzo del programma più diffuso e usato: Lightroom, nei corrispondenti due moduli chiamati Libreria e Sviluppo.
Ma lo scopo del corso rimane quello di dare un metodo di organizzazione delle proprie immagini e un flusso di sviluppo dei file RAW in generale, per permettere a chiunque di poter sviluppare in modo creativo le proprie immagini con qualunque strumento di sviluppo simile come anche i software resi disponibili da Nikon o Canon con le proprie fotocamere.
Chi vorrà potrà portare dei propri file RAW che saranno sviluppati durante la lezione.

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Dove e quando? 
I corsi Dazzero vengono svolti in tutta Italia, nelle più grandi città.
Segui la pagina su FB -Moni Qu Photography- per poter essere aggiornato sugli eventi, oppure scrivimi in privato.

Come sono strutturati? 
I corsi si svolgono in due giornate.

Quanti iscritti saremo? Le classi sono composte da massimo 12 persone.

Cosa devo portare? la tua reflex o la carta SD e il notebook con LR installato.

Quanto mi costa? Il corso intero delle due giornate più aggiornamenti sul gruppo FB, aiuti e consigli post-corso, costa 200 euro fatturabili, pagabili tramite bonifico.

Per iscriverti, invia una mail a
monique.donnet@hotmail.com

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mercoledì 15 febbraio 2017

Torta cocco e ricotta


Il cazzeggio su FB è una delle cose peggiori nella quotidianità di un adulto dall'adolescenza agli anta.

Quando non lavoro e ho intenzione di pulire casa o svolgere commissioni che nella mia vita precedente antefacebookiana facevo nell'arco di una mattinata, il tempo si stringe e a sera mi ritrovo con una serie di lavori che ho rimandato perché mi sono seduta davanti allo schermo dicendomi "Guardo solo UN ATTIMO se ho notifiche". 
E le mie notifiche non sono mai numeri a due cifre ma tre e non si sposano con il mio carattere: non riesco a dire "rispondo dopo", ho l'impressione che più la risposta sia immediata, più ho la possibilità di salvare il mondo dalla sua fine.
E invece alla fine ho salvato tutti tranne me perché rimando simpatici lavoretti come stirare, pulire il piano doccia, lavare le scale.
Per rendere tutto più eccitante, FB ha deciso di puntare sul sonoro, quindi ogni volta che prendo coraggio/coscienza/volontà, ho la spugna in una mano e l'anatra WC nell'altra, il BIP del social mi richiama all'ordine. Resisto fino al quarto, al quinto squillo forse. Poi scatta la sindrome di Superman: mi metto il panno in microfibra a mo' di mantello e volo verso lo schermo per rispondere al mondo che notifica.
Ho concluso che nella mia lista infinita di dipendenze, ahimè devo inserire quella ai social, dove tutto è talmente inutile, futile e così delizioso. 
C'è gente che beve per dimenticare, a me basta un click. 
Per non parlare di Pinterest dove passo ore e ore e ore e ore.
E ore. 
Se salgo su questo treno, è sicuro che salto anche la cena.
Di solito mi misuro in diete drastiche per valutare il mio potere di controllo. 
Questa volta ho deciso di fare una settimana intera senza social. Sarà dura lo so, ma posso farcela: d'altronde sono della classe '73, generazione nata e cresciuta senza wi-fi. 
Vi comunico quindi che da questo momento in poi per 7 giorni, non guarderò più schermi e ignorerò ogni segnale sonoro. 
Prometto.
Solo un ultimo desiderio: guardo solo un ATTIMO per vedere le ultime notifiche...

Ricetta di Allacciate il grembiule

200 gr farina 00
250 gr ricotta
140 gr zucchero
100 gr farina di cocco
100 ml olio di semi
3 uova
1 bustina di lievito per dolci

200 g cioccolato al latte
scaglie di cocco

Lavorate la ricotta con lo zucchero, unite le uova fino a farle assorbire bene, poi l'olio, la farina di cocco e la farina setacciata con il lievito. Versare su una teglia di 23 cm imburrata e infarinata, oppure in una forma in silicone come ho fatto io. Infornate a 180° per 30 minuti circa (farà fede la prova stecchino). Far raffreddare completamente e sformare.
Sciogliere 200 g di cioccolato al latte a bagnomaria, distribuirlo sopra la torta e cospargere di farina di cocco e scaglie.
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mercoledì 8 febbraio 2017

Churros chips


Le intenzioni erano buone, giuro. Avevo pure comprato tutti gli ingredienti per una torta fantasticissima. Poi al momento della preparazione mi sono fatta prendere dal panico. E se non  viene bene? E se devo buttare tutto? Rimando. Io con le torte rimando sempre. Una volta non era così, le facevo, mi venivano, le rifacevo, mi rivenivano. Ma ora l'asticella si è alzata molto, la mia autocritica è al pari della censura medioevale e l'ansia da prestazione è dietro l'angolo che mi fa l'occhiolino.
Mi son guardata gli ingredienti in faccia e mi son detta che forse era meglio aspettare qualche minuto, calmarmi e mettermi a cazzeggiare su Pinterest in attesa che il panico si distraesse per lasciarmi sola e tranquilla ma è successo quello che succede sempre. Mi sono imbattuta in una ricetta da fare con 4 ingredienti reperibili nell'immediato e dal procedimento che manco Bolt. 


A quel punto canticchio, mi sento più rilassata, sento che è il mio dominio. Prendo le tortillas, quelle mini e le taglio a spicchi. Faccio sciogliere il burro (quanto sarà stato, 50 grammi?) e le spennello davanti e darré (sto imparando il siciliano) e immergo, sotterro, spolverizzo, spapagno gli spicchi con un mix di zucchero semolato e cannella in quantità free. Poi siccome nella mia testa dovevano avere la forma un po' ritorta, ho coperto le tegole di metallo (quelle per cuocere le baguette) con la carta forno e ho adagiato gli spicchi di zucchero e cannella nella concavità. Ho infilato in forno a 180°per, che so, 10 minuti. Le ho fatte raffreddare e le ho servite.
Cioè, ho fatto il gesto di servirle ma dalla cucina alla tavola, la metà erano già sparite.

Se poi volete fare i perversi, potete scendere gratis nel girone dei lussuriosi colandoci della cioccolata fondente. 
Io ho preferito il girone dei beoni e mi son fatta latte caffè e Rhum donando a casa mia, un sentore di alcool degno dei peggiori bar di Caracas.




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sabato 26 novembre 2016

L'ennesima torta ciocco-banana



Sto facendo la "Dieta della Fame".
No, sul serio. Sto sperimentando per hobby i regimi alimentari.
Dopo la dieta della papaya e dell'ananas che sono servite tantissimo per farmele detestare, questa estate mi sono buttata sulla "Dieta Fruttariana".
Solo frutta di stagione dalla mattina alla sera e essendoci 34 gradi all'ombra, è stata una dieta sorprendentemente rivitalizzante e salutare.
Fatta per un settimana e non oltre, chiaro.
Le mie diete durano tutte un breve lasso di tempo perché non ho il fisico che si può permettere delle diete drastiche e lascio il mono-regime ai talebani coraggiosi e sprezzanti del pericolo.
Mo' ho letto che un dottore ha messo su una dieta salutare  che si basa sulle sensazione della fame. Cioè si deve mangiare solo quando lo stomaco ti richiama all'ordine.
Bellissima! Una di quelle diete che aspettavo da tanto per poter riempire la mia settimana e collezionare n'altra stronzata.
Ho iniziato Lunedì. Ho mangiato solo quando ho avuto fame. Ho mangiato bene e di tutto ma solo quando la sensazione di fame arrivava al cervello, e all'inizio è stata cosa buona e giusta. 
Mi sono resa conto pero' che la mattina del Lunedì, appena sveglia, lo stomaco non brontolava, quindi ho saltato la colazione, cosa che per la "Dieta della Colazione", non si deve mai saltare.
Quindi, svegliandomi alle 6, sono arrivata alla 11 che mi sarei mangiata la nonna. 
Mi sono preparata qualcosa di sano e sostanzioso e ho aspettato l'altro attacco di fame.
Ho risentito il crampo alle 11,30. 
Di sera.
E per la dieta del "Pasto Regolare", non si deve mai mangiare dopo le 19 perché riattivi l'ambaradam e non dormi bene, allora ho riempito lo stomaco con 2 mandarini che per la "Dieta del colore Arancione" è ottimo ma per la "Dieta Antiacido" è quasi tossico  perché ti corrode i denti e le pareti dello stomaco se ingerito senza averlo riempito.
Il giorno dopo, appena sveglia, ne avevo di fame, sì. 
Per colazione, volevo farmi i gamberoni alla brace, ma per la "Dieta del BBQ", il carbone formato dalla brace è deleterio, quindi ho optato per una carbonara che per la "Dieta dell'uovo" è ottimo, ma per la "Dieta del Diciamo No Alla Salmonella" è poco consigliato.
Finalmente alle 14 avevo i crampi ma non sapevo se puntare su un pranzo o su una merenda, e mi sono buttata su un brunch di cereali latte e granola che per la "Dieta dei Semi Primitivi" è fantastica ma per la "Dieta Solo Semi Portati dal Vento" è tossica. 
Alle 3 di notte mi sono svegliata con voglia di cinghiale arrosto ripieno di pancetta, cervo, capriolo e garum  che per la "Dieta dell'Antico Romano"  poteva essere una buona idea ma per la "Dieta dell'Anti Sugna"  è da suicidio.
Presa dai sensi di colpa del pensiero impuro, ho preso un Valium.
Un tubetto.
Che per la "Dieta delle Pillole" è una panacea mentre per il mio psichiatra è un palliativo.



Tortiera 20 cm diametro

100 g cioccolato al latte
280 g farina
180 g zucchero
3 banane mature
150 g burro morbido
30 g yogurt greco
200 g cioccolato fondente
2 uova
150 ml latte
1 bustina lievito per dolci

Tagliare grossolanamente a coltello il cioccolato. Battere il burro a pomata con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Incorporare le uova una ad una, la farina setacciata con il lievito, le banane a pezzetti e continuare a mescolare co le fruste elettriche. Aggiungere infine il cioccolato e il latte. Imburrare la teglia e infarinarla. versare il composto e infornare per circa 50 minuti (la lama di un coltello infilato al centro, deve uscire asciutta).
Fare raffreddare, nel frattempo sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria con lo yogurt, spalmarlo sul dolce e lasciare indurire.






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