sabato 26 novembre 2016

L'ennesima torta ciocco-banana



Sto facendo la "Dieta della Fame".
No, sul serio. Sto sperimentando per hobby i regimi alimentari.
Dopo la dieta della papaya e dell'ananas che sono servite tantissimo per farmele detestare, questa estate mi sono buttata sulla "Dieta Fruttariana".
Solo frutta di stagione dalla mattina alla sera e essendoci 34 gradi all'ombra, è stata una dieta sorprendentemente rivitalizzante e salutare.
Fatta per un settimana e non oltre, chiaro.
Le mie diete durano tutte un breve lasso di tempo perché non ho il fisico che si può permettere delle diete drastiche e lascio il mono-regime ai talebani coraggiosi e sprezzanti del pericolo.
Mo' ho letto che un dottore ha messo su una dieta salutare  che si basa sulle sensazione della fame. Cioè si deve mangiare solo quando lo stomaco ti richiama all'ordine.
Bellissima! Una di quelle diete che aspettavo da tanto per poter riempire la mia settimana e collezionare n'altra stronzata.
Ho iniziato Lunedì. Ho mangiato solo quando ho avuto fame. Ho mangiato bene e di tutto ma solo quando la sensazione di fame arrivava al cervello, e all'inizio è stata cosa buona e giusta. 
Mi sono resa conto pero' che la mattina del Lunedì, appena sveglia, lo stomaco non brontolava, quindi ho saltato la colazione, cosa che per la "Dieta della Colazione", non si deve mai saltare.
Quindi, svegliandomi alle 6, sono arrivata alla 11 che mi sarei mangiata la nonna. 
Mi sono preparata qualcosa di sano e sostanzioso e ho aspettato l'altro attacco di fame.
Ho risentito il crampo alle 11,30. 
Di sera.
E per la dieta del "Pasto Regolare", non si deve mai mangiare dopo le 19 perché riattivi l'ambaradam e non dormi bene, allora ho riempito lo stomaco con 2 mandarini che per la "Dieta del colore Arancione" è ottimo ma per la "Dieta Antiacido" è quasi tossico  perché ti corrode i denti e le pareti dello stomaco se ingerito senza averlo riempito.
Il giorno dopo, appena sveglia, ne avevo di fame, sì. 
Per colazione, volevo farmi i gamberoni alla brace, ma per la "Dieta del BBQ", il carbone formato dalla brace è deleterio, quindi ho optato per una carbonara che per la "Dieta dell'uovo" è ottimo, ma per la "Dieta del Diciamo No Alla Salmonella" è poco consigliato.
Finalmente alle 14 avevo i crampi ma non sapevo se puntare su un pranzo o su una merenda, e mi sono buttata su un brunch di cereali latte e granola che per la "Dieta dei Semi Primitivi" è fantastica ma per la "Dieta Solo Semi Portati dal Vento" è tossica. 
Alle 3 di notte mi sono svegliata con voglia di cinghiale arrosto ripieno di pancetta, cervo, capriolo e garum  che per la "Dieta dell'Antico Romano"  poteva essere una buona idea ma per la "Dieta dell'Anti Sugna"  è da suicidio.
Presa dai sensi di colpa del pensiero impuro, ho preso un Valium.
Un tubetto.
Che per la "Dieta delle Pillole" è una panacea mentre per il mio psichiatra è un palliativo.



Tortiera 20 cm diametro

100 g cioccolato al latte
280 g farina
180 g zucchero
3 banane mature
150 g burro morbido
30 g yogurt greco
200 g cioccolato fondente
2 uova
150 ml latte
1 bustina lievito per dolci

Tagliare grossolanamente a coltello il cioccolato. Battere il burro a pomata con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Incorporare le uova una ad una, la farina setacciata con il lievito, le banane a pezzetti e continuare a mescolare co le fruste elettriche. Aggiungere infine il cioccolato e il latte. Imburrare la teglia e infarinarla. versare il composto e infornare per circa 50 minuti (la lama di un coltello infilato al centro, deve uscire asciutta).
Fare raffreddare, nel frattempo sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria con lo yogurt, spalmarlo sul dolce e lasciare indurire.






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martedì 22 novembre 2016

Ciambella al cioccolato e yogurt greco


Sono tante le domande che ci poniamo ogni giorno: perché siamo qui, quale è il nostro scopo nella vita, quando si spegnerà il Sole, quale era il vero significato di Stonehenge e se gli alieni esistono davvero. 
Ma soprattutto: dove vanno a finire le forcine?
Le forcine, queste utilissime piccolezze femminili, così effimere, così volatili. Spariscono nel momento del bisogno e nonostante tu possa comprarne confezioni da 6, da 12 e da 24, loro spariscono. 
Inevitabilmente.
Forse l'hai infilata dentro la tasca del cappotto, o appoggiata sulla mensola del bagno, forse vicino al comodino o nella pochette della borsa. Cerchi da tutte le parti, con una sola mano, perché l'altra sta tirando su i capelli in una crocchia improvvisata che tanto, almeno una la troverai. 
Te ne serve solo una, una sola molletta, un solo clip di plastica, solo una per puntare i ricci e star meglio con te stessa e invece no.
Forcine &Co, spariscono e non saranno mai più ritrovate. MAI PIU.
Credo ci sia una quarta dimensione, una buco nero che risucchia tutto nel nulla.
Vagano nell'oblio per sempre e ricompaiono nei film polizieschi dove il ladro le usa con nonchalance per aprire le porte come se la forcina fosse stata creata solo per avere quel ruolo.
Calcolando la mia età con l'uso compulsivo di mollette, direi che nella mia vita ne ho comprate forse qualche centinaio. 
Non ne ho mai ritrovata una.
Mi sono fatta una mezza idea: magari vengono realizzate in un materiale che sublima a contatto con il calore delle dita e le aziende lo sanno e usano questo sporco giochetto per istigare l'acquisto di oggetti che di norma durerebbero secoli.
Non c'è altra spiegazione.
In ogni caso ne ho acquistata una confezione da poco, le tengo d'occhio.
Vi sapro' dire.





 Per una ciambella da 23 cm diametro

100 g cioccolato fondente
250 g farina
150 g burro morbido
125 g zucchero
3 uova
80 g yogurt greco
120 ml acqua bollente
mandorle a lamele
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di lievito per dolci

Ridurre il cioccolato a pezzetti e unirlo in una ciotola con il bicarbonato. Versare l'acqua bollente, mescolare molto bene e lasciare da parte. Nel frattempo imburrare la teglia e cospargere di mandorle in modo che restino attaccate.
Battere il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungere i tuorli e la preparazione al cioccolato. Incorporare la farina, il lievito e lo yogurt. Montare i bianchi a neve e unirli delicatamente al composto. Versare nella teglia e cuocere a 180° peer circa 30/45 minuti.
Lasciare raffreddare completamente e sformare.

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venerdì 11 novembre 2016

CORSI FOOD PHOTOGRAPHY ITALIA



Avrei voluto postare la locandina originale ma , con sorpresa, in due ore dal post su FB, ho riempito le classi.
Questi sono i posti ancora disponibili per le città seguenti.
Per avere info più dettagliate, scrivetemi una mail!

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domenica 6 novembre 2016

Taste&More numero 23



Anche questo mese Taste&More vi sorprenderà!

All'interno del magazine troverete i colori dell'autunno:

il rosso brillante del melograno, l'arancio vivo della zucca, e il ruggine della cannella.

Parliamo  di mele con un interessante articolo, vi stupiremo con ricette all'aceto balsamico, tante idee per le frittate e vi proporremo il caffè come non lo avete mai visto prima e tanto altro!

Felicissima di presentarvi il nuovo Taste&More, sfogliabile qui sotto!




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giovedì 27 ottobre 2016

Frullato di banana con burro d'arachidi


Autunno odio amore. 
Colori, i migliori di tutto l'anno. 
Malinconie, le peggiori di tutti i mesi. 
E siamo solo a Ottobre. 
Manca Novembre, quello con il freddo, la pioggia, la nebbia.
I panni che non si asciugano mai.
I ricci dei capelli che diventano nodi dietro la nuca al continuo strofinamento con colli alti e cappotti, le dita che grazie alla sindrome di Raynaud diventano blu, vicine alla necrosi. Le mani ruvide e spaccate dal gelo. Il terrore di uscire a fare la spesa, camminare a testa bassa, quando il vento del nord ti taglia la pelle e il respiro. La neve, gli scarponi sempre bagnati, l'ingresso del portone sempre da spalare, il passo pesante e faticoso su 30 cm di panna bianca che poi diventerà fango nelle scale di casa.
Stare in camera con la maglia sopra la maglietta, sopra la canotta sopra la maglia della salute e stare sedute con il pigiama felpato, la coperta e non avere il coraggio di alzarsi per fare pipì. E poi il Natale, gli auguri da fare, quelli da ricevere con un sorriso di piacere, i regali, il capodanno, l'epifania.
Svegliatemi quando tutto è finito.
Vado in letargo.
Vi lascio con un frullato autunnale, un confort food freddo, da gustare ora, senza copertina, senza che qualcuno ancora mi chieda "...e a capodanno cosa fai?"


Per due bicchieri da frullato

300 ml di latte 
burro di arachidi
2 banane

Frullare le banane nel latte. Con l'aiuto di un cucchiaio, spalmare il burro nel bicchiere, versare il frullato e servire.
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