giovedì 23 luglio 2015

Insalata di pomodori e pane croccante


Su FB, trovi un sacco di cose simpatiche, altre interessanti, molte stupide, diffamanti, volgari, contraddittorie e ipocrite.
Trovi il risultato generalizzato dell'anima nella nostra società che dona il suo massimo splendore in argomenti come:


  1. Politica, dove tutti improvvisamente sono laureati in economia e commercio: quello di destra che sentenzia, quello di sinistra che si oppone, quelli specializzati in finanza e in borsa. Si aprono dibattiti fini a se stessi e ci si fanculizza fino al blocco del contatto.
  2. Cronaca nera, dove quelli che erano economi ieri, oggi sono giudici e avvocati penalisti. Si aprono tribunali virtuali, riesami, corti d'appello e assoluzioni e blocchi dei contatti dove però dopo un paio di giorni vengono sbloccati per buona condotta.
  3. Argomenti bloggers: cuori, soli amori intervallati da furti di ricette condannati alla lapidazione in piazza, ancora cuori soli amori con polemiche tra fruttariani (che ieri erano giudici) e cannibali (che ieri erano finanzieri) e infine cuori soli e amori e discussioni sulla VERA CARBONARA che "non si fa come l'hai fatta tu: quella di mia nonna è quella vera-verissima-originale e le altre son tarocchi gne-gne-gne."
Ma l'argomento che ho più a cuore è il caldo d'estate e il freddo d'inverno. Sì, perché su FB, non puoi dire che hai caldo, che hai la sensazione di afa, che stai male dal freddo, che c'hai il ghiaccio nelle ossa, NO! Su FB, non devi, mai, mai e poi mai lamentarti delle temperature stagionali perché ti tiri dietro i giudici, i fruttariani, i colpevolisti, i laureati ma anche barbari, gli unni e gli ostrogoti.
Non lo dire mai, devi soffrire in silenzio.
Il popolo FB odia la frase "che caldo" perché le risposte possono essere solo due:
"E' estate, è normale, smetti-di-rompere-li-cojoni" e
"Se quest'inverno dici che fa freddo, ti tolgo dai contatti"
Fine, non ci sono vie di mezzo.
E' vero che è estate e che è normale che sia caldo, ed è vero che tra 6 mesi mi lamenterò' di sicuro del gelo ma è anche vero che ho il diritto di dirlo.
E' un'affermazione che ci accomuna come abitanti sulla stessa terra, ci rende uguali, tutti a sudare e a boccheggiare e visto che raramente ci si trova d'accordo, non è forse meraviglioso dire tutti quanti HO CALDO? E' un segno di solidarietà e unione.
Ma si sa, la solidarietà su FB, è solo cuori soli amori e nessuno che ti sventagli.
Abbiamo caldo ma tutti a astenersi dal dirlo perché si cade nel banale, perché guai a dire qualcosa che non sia originale! Guai!
Non sudo (non saprei cosa sudare), ma ho caldo anche io.
Hocaldohocaldohocaldo e me ne vanto.
E tra 6 mesi avrò freddo e lo scriverò su tutte le bacheche.


Nessuna dose per questa ricetta olè-olè

Pomodorini rossi, gialli, verdi, viola...
1 cipollina
sale, pepe, olio
erbette o spezie, origano
pane raffermo o fresco
basilico

Lavate, asciugate e tagliate i pomodorini in due o quattro. Tagliate il pane raffermo  a dadini o se fosse fresco, sbriciolatelo. Far riscaldare un po' d'olio in un padellino e far dorare il pane fino a farlo diventare croccante. Unite le erbette, il sale e il pepe. In una ciotola mescolare i pomodori con il pane, la cipollina tagliata a rondelle e insaporite con sale, pepe e origano. Completate con basilico fresco.


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venerdì 17 luglio 2015

Granita all'anguria e basilico


Caldo.
Soffoco.
Eppure non ho mai sofferto la canicola, non sudo mai, ma quest'anno, un po' la vecchiaia, un po' la reale temperatura opprimente, mi ritrovo come tutto il mondo a lamentarmi dell'afa.
Impossibile muoversi, impossibile pensare di muoversi, impossibile pensare. I movimenti rallentano, le cose da fare vengono rimandate a tempi migliori, la stanchezza è ingestibile, la pressione mi si abbassa, mi va via l'appetito e il sonno. 'Na mezza tragedia.
Penso all'antico Egitto dove gli schiavi sotto il sole a 40° trasportavano enormi massi per la costruzione delle piramidi e mi convinco che è umanamente impossibile: è opera degli alieni.
Penso al '700 francese quando parrucca bianca, corsetto, copri corsetto, verdugale, mutandoni e colletto era moda e obbligo per la dame dell'epoca che svenivano ogni due per tre e cerco di convincermi che sono fortunata che almeno posso permettermi di stare senza parrucca.
Mi concentro sui pinguini, sui ghiacciai, sulla mia testa infilata nel congelatore e il caldo mi aumenta, come aumenta la sete ad un disperato nel deserto.
Anche il cervello mi va in pappa infatti ero convinta di aver letto su un giornale, la ricetta di una granita di anguria con basilico, quando, solo dopo aver comprato gli ingredienti, mi accorgo che quella che io pensavo fosse anguria era lampone e quelle foglie erano semplicemente menta. Ho reinterpretato una foto a modo mio, l'ho stravolta per colpa della testa annebbiata dal caldo. Peggio di un miraggio.  Per evitare di farmi salire il nervoso e uccidere un vicino a causa di un parcheggio  ho deciso che anguria e basilico va più che bene, non solo è originale ma sarà il must di questa estate...
E se non vi va bene, sappiate che non dormo da diverse notti e ho il porto d'armi.

Per 4/6 granite

400 g di cocomero pulito
50 grammi zucchero
qualche goccia di limone
qualche foglia di basilico

Togliere i semi dal cocomero, farlo a pezzi e frullarlo con lo zucchero e il limone e le foglie tagliuzzate di basilico.
Versarlo in una teglia con i bordi, in uno spessore di 3/4 mm e lasciare in congelatore circa 10 minuti al termine dei quali, con l'aiuto di una forchetta, raschiare per rompere i cristalli. Rimettere in freezer per altri 10 minuti  ripetere l'operazione fino a che non si otterrà la consistenza della granita. Servire subito!





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sabato 11 luglio 2015

Panini al pesto


Eh sì, Taste&More esce anche con questo caldo sfiancante!
Questo mese abbiamo scelto per voi  un Taste che ci racconta, che parla di ognuna di noi: madri, lavoratrici, instancabili, combattive tutte legate dalla passione per cucina e fotografia.
Un numero speciale dove ogni Tastina ha contribuito con la ricetta che più è vicina al suo modo di essere, di cucinare e dove ognuna ha apportato il suo stile e il suo cuore.
Questa volta vi propongo dei morbidissimi panini al pesto, profumati d'estate!
Per sfogliarlo on line, sotto l'ombrellone unte di latte solare,  svaccate sul divano con ventilatore puntato in faccia, in pausa lavoro tra una mela e una pratica da evadere, basta solo cliccare qui:


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venerdì 26 giugno 2015

Peperoni ripieni


A quarantadue anni suonatissimi, mi sono riscoperta intollerante ai latticini. Sono intollerante alla proteina del latte e questo fa di me una donna senza futuro.
Eliminato lo yogurt la mattina, il bicchiere di latte freddissimo la sera, eliminato lo yogurt drink a merenda, stop con la pasta al gorgonzola, risotto al parmigiano, pane e stracchino, basta con cioccolato al latte, panino con scamorza, asiago e  miele, mozzarella e pomodoro.
La signorina NO che non mangia quasi niente, si ritrova a mangiare il niente.
Per il momento i miei segnali sono di spossatezza, ghiandole incazzate e rincoglionimento generale (che forse non è dato al 100% dall'intolleranza).
Da bambina ho mangiato frutta non lavata, uova non pastorizzate,  fichi presi dall'albero e trangugiati con la buccia. Quante volte ho avuto le mani sporche e me le son messe in bocca? Quante volte ho accarezzato cagnolini di passaggio senza poi usare il gel disinfettante, o mangiato le more del bosco senza usare l'Amuchina?
E ora, a 42 anni, sono intollerante al latte?
Ma stiamo scherzando? No, non l'accetto e se dico di no, è no.
Ho deciso di auto-sottopormi ad una cura al contrario, una terapia dell'avversione, una sorta di Cura di Ludovico, dove per guarire dall'intolleranza, mi auto-somministrero' racchette, fondu e latte condensato mattina e sera. 
E vediamo chi è il capo qui!
Starò male, ma col caglio che smetto di mangiare latticini!

Se non dovesse funzionare, vi ho voluto tanto bene.



Questa ricetta è di mamma. Lei ci mette anche le acciughe, io invece le ho eliminate e ho aggiunto la menta. Me li faceva spesso e io me li portavo per il pranzo al lavoro dove li gustavo con voluttà ed ogni volta erano diversi perché mamma, come molte altre, non usava dosi precise ma andava un po' ad occhio. Sarebbe stata una cattiva foodblogger!





Per 4 persone

4 peperoni Corno di bue
100 g pangrattato
100 g olive nere
80 g parmigiano o pecorino
capperi
1 mazzetto di prezzemolo
1 mazzetto di basilico
1 mazzetto di menta
pinoli
sale, pepe, olio

Procedimento
Lavare e asciugare i peperoni. Tagliare la calotta e pulire l'interno togliendo tutti i semi. Far tostare il pangrattato. Tritare le olive, il basilico, il prezzemolo e la menta e riuniteli in una ciotola. Aggiungere il pangrattato tostato, i pinoli, i capperi, il formaggio grattugiato e aggiungete olio a filo fino ad ottenere un composto un po' umido. Salare leggermente e pepare. Riempire i peperoni con un cucchiaino premendo per far arrivare la farcia fino in fondo. Disporre i peperoni su carta da forno, rimettere la calotta fissandola con un paio di stecchini: durante la cottura il peperone si ammorbidisce schiacciandosi. Mettendo la calotta, si eviterà che il ripieno tenda ad uscire. Oliare e infornare a 180° per 30 minuti circa (dipende dalla grandezza del peperone). Se il peperone dovesse annerirsi, coprirlo con carta stagnola e continuare la cottura. Far raffreddare qualche minuto prima di servire.
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giovedì 18 giugno 2015

Pesto rosso al mortaio


No dico, io non posso continuare a comprare props in tutta Europa, devo darmi una calmata. 
All'inizio bastava una mensola per l'oggettistica dei set, ora è diventata una stanza: sezione vetri, ceramiche bianche, colorate, etniche, sezione posate e sezione panni. 
Stiamo scherzando? Che qualcuno mi tiri due sberle che qui mi sto ammalando di props-holic.
I props sono abbastanza importanti per una food blogger, aiutano a creare l'atmosfera, a rendere accattivante la foto, poi ci si ammala e si diventa come me che raccatto roba che manco un robivecchi.
L'inghippo per l'amatore è che piatti e posate quasi mai ti vengono offerte o regalate dalle aziende come potrebbe succedere a chi scatta per le riviste di cucina. Questo porta a utilizzare più o meno sempre la stessa oggettistica per ogni set. 
Improvvisamente le foto potrebbero risultare tutte uguali,  perché se presento 10 tipi di pasta diversi sullo stesso piatto, con accanto la stessa posata, si potrebbe avere la sensazione che anche la ricetta sia sempre la solita.
Per quanto mi riguarda, ho fatto il pieno: da oggi mi disintossico e mi spingo verso il minimal: set spartani, poca atmosfera e molta enfasi rivolta al cibo. 
Risparmio soldi, mi semplifico la vita e ho meno cose da spolverare.
Chiaramente per equilibrare la mancanza dovrò buttarmi sull'acquisto di scarpe.


Ingredienti

20 petali di pomodori secchi (100g)
8 foglie di basilico
1 spicchio d'aglio
20 g di mandorle a scaglie o a bastoncino
20 g di pinoli
30 g parmigiano 
olio

Procedimento


Scolate i pomodori e tagliateli in piccoli pezzi. Tagliate a pezzetti anche il formaggio. Passate al mortaio i pomodori con il basilico, il parmigiano, i pinoli, le mandorle e l'aglio. Versare l'olio a filo continuando a  battere con il pestello. Conservare in frigorifero in un barattolo di vetro con chiusura ermetica.


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