venerdì 26 giugno 2015

Peperoni ripieni


A quarantadue anni suonatissimi, mi sono riscoperta intollerante ai latticini. Sono intollerante alla proteina del latte e questo fa di me una donna senza futuro.
Eliminato lo yogurt la mattina, il bicchiere di latte freddissimo la sera, eliminato lo yogurt drink a merenda, stop con la pasta al gorgonzola, risotto al parmigiano, pane e stracchino, basta con cioccolato al latte, panino con scamorza, asiago e  miele, mozzarella e pomodoro.
La signorina NO che non mangia quasi niente, si ritrova a mangiare il niente.
Per il momento i miei segnali sono di spossatezza, ghiandole incazzate e rincoglionimento generale (che forse non è dato al 100% dall'intolleranza).
Da bambina ho mangiato frutta non lavata, uova non pastorizzate,  fichi presi dall'albero e trangugiati con la buccia. Quante volte ho avuto le mani sporche e me le son messe in bocca? Quante volte ho accarezzato cagnolini di passaggio senza poi usare il gel disinfettante, o mangiato le more del bosco senza usare l'Amuchina?
E ora, a 42 anni, sono intollerante al latte?
Ma stiamo scherzando? No, non l'accetto e se dico di no, è no.
Ho deciso di auto-sottopormi ad una cura al contrario, una terapia dell'avversione, una sorta di Cura di Ludovico, dove per guarire dall'intolleranza, mi auto-somministrero' racchette, fondu e latte condensato mattina e sera. 
E vediamo chi è il capo qui!
Starò male, ma col caglio che smetto di mangiare latticini!

Se non dovesse funzionare, vi ho voluto tanto bene.



Questa ricetta è di mamma. Lei ci mette anche le acciughe, io invece le ho eliminate e ho aggiunto la menta. Me li faceva spesso e io me li portavo per il pranzo al lavoro dove li gustavo con voluttà ed ogni volta erano diversi perché mamma, come molte altre, non usava dosi precise ma andava un po' ad occhio. Sarebbe stata una cattiva foodblogger!





Per 4 persone

4 peperoni Corno di bue
100 g pangrattato
100 g olive nere
80 g parmigiano o pecorino
capperi
1 mazzetto di prezzemolo
1 mazzetto di basilico
1 mazzetto di menta
pinoli
sale, pepe, olio

Procedimento
Lavare e asciugare i peperoni. Tagliare la calotta e pulire l'interno togliendo tutti i semi. Far tostare il pangrattato. Tritare le olive, il basilico, il prezzemolo e la menta e riuniteli in una ciotola. Aggiungere il pangrattato tostato, i pinoli, i capperi, il formaggio grattugiato e aggiungete olio a filo fino ad ottenere un composto un po' umido. Salare leggermente e pepare. Riempire i peperoni con un cucchiaino premendo per far arrivare la farcia fino in fondo. Disporre i peperoni su carta da forno, rimettere la calotta fissandola con un paio di stecchini: durante la cottura il peperone si ammorbidisce schiacciandosi. Mettendo la calotta, si eviterà che il ripieno tenda ad uscire. Oliare e infornare a 180° per 30 minuti circa (dipende dalla grandezza del peperone). Se il peperone dovesse annerirsi, coprirlo con carta stagnola e continuare la cottura. Far raffreddare qualche minuto prima di servire.
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giovedì 18 giugno 2015

Pesto rosso al mortaio


No dico, io non posso continuare a comprare props in tutta Europa, devo darmi una calmata. 
All'inizio bastava una mensola per l'oggettistica dei set, ora è diventata una stanza: sezione vetri, ceramiche bianche, colorate, etniche, sezione posate e sezione panni. 
Stiamo scherzando? Che qualcuno mi tiri due sberle che qui mi sto ammalando di props-holic.
I props sono abbastanza importanti per una food blogger, aiutano a creare l'atmosfera, a rendere accattivante la foto, poi ci si ammala e si diventa come me che raccatto roba che manco un robivecchi.
L'inghippo per l'amatore è che piatti e posate quasi mai ti vengono offerte o regalate dalle aziende come potrebbe succedere a chi scatta per le riviste di cucina. Questo porta a utilizzare più o meno sempre la stessa oggettistica per ogni set. 
Improvvisamente le foto potrebbero risultare tutte uguali,  perché se presento 10 tipi di pasta diversi sullo stesso piatto, con accanto la stessa posata, si potrebbe avere la sensazione che anche la ricetta sia sempre la solita.
Per quanto mi riguarda, ho fatto il pieno: da oggi mi disintossico e mi spingo verso il minimal: set spartani, poca atmosfera e molta enfasi rivolta al cibo. 
Risparmio soldi, mi semplifico la vita e ho meno cose da spolverare.
Chiaramente per equilibrare la mancanza dovrò buttarmi sull'acquisto di scarpe.


Ingredienti

20 petali di pomodori secchi (100g)
8 foglie di basilico
1 spicchio d'aglio
20 g di mandorle a scaglie o a bastoncino
20 g di pinoli
30 g parmigiano 
olio

Procedimento


Scolate i pomodori e tagliateli in piccoli pezzi. Tagliate a pezzetti anche il formaggio. Passate al mortaio i pomodori con il basilico, il parmigiano, i pinoli, le mandorle e l'aglio. Versare l'olio a filo continuando a  battere con il pestello. Conservare in frigorifero in un barattolo di vetro con chiusura ermetica.


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martedì 16 giugno 2015

Scrigni di pollo con feta e origano



Non mangio molta carne, rasento il vegetarianesimo ma il pollo è una di quelle cose che faccio mensilmente dando sfogo alla mia creatività. Lo faccio farcito a fagottini, involtini, tasche ripiene, girelle. 
Con questi scrigni andiamo in Grecia: sono ripieni di buonissima feta, formaggio tipico della terra ellenica, fatto con latte e caglio di pecora e lasciato in salamoia. Leggermente salato, bianchissimo, acidulo, conosciuto il tutto il mondo e usatissimo in tante ricette estive.
Il nome feta, significa fetta, per il taglio che viene fatto quando lo si ripone nei barili di salamoia.
A me piace tantissimo con olio e origano e da oggi anche come ripieno con il pollo.


Per 4 persone

4 filetti di pollo
100 g feta
1 scalogno
origano
capperi
burro, sale, pepe
erette aromatiche tritate

Battete le fettine con un batticarne per renderle più sottili. In una ciotola, sbriciolate la feta, unite l'origano essiccato, un filo d'olio, un pizzico di sale  a seconda della sapidità del formaggio e pepe. Mescolate. Riempite le fette con il condimento formando delle tasche e chiudete con degli stecchini.
Tritate e rosolate lo scalogno in un po' d'olio, fino a che non sarà morbido. Unite il pollo farcito e fate cuocere da ogni lato, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua (o di vino bianco). A fine cottura, togliete gli stecchini, unite un po' di burro per farli colorire, aggiungete le spezie tritate e i capperi. servite gli scrigni caldissimi accompagnati da un'insalatina.






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giovedì 11 giugno 2015

Cozze in guazzetto


Lo sanno anche in Cambogia che adoro le cozze, è scritto su tutti i muri: cozze vi amo!
Niente trilogy, regalatemi cozze. Nere brillanti, con l'arancio polposo che sa di mare.
Le adoro così tanto che a nessuno verrebbe in mente che non le ho mai cucinate. Nemmeno ci ho mai provato e mai ho avuto il desiderio di farmele a casa. Per me la cozza è lusso, è desiderio e come tale deve essere servito. Devo stare a sedere, con un bel panorama, riverita e coccolata (o cozzolata?).
Arriva poi il contest di Enrica, un contest sul pomodoro in conserva. Un vero problema per me , perché non lo uso e se vi state chiedendo cosa metto sopra le polpette, come condisco la pasta o come  servo le lasagne, forse vi state dimenticando che sono la Signorina No e che non mangio le lasagne, detesto le polpette, scarto il sugo alla pasta.
Ho pensato così di unire il mio piatto preferito con la passata e cimentarmi per la prima volta nella difficilissima preparazione delle cozze.
Primo step: trovare le cozze. Mica facile in Svizzera...
Il pescivendolo mi mostra le cozze e subito, da grande intenditrice, gli faccio notare che sono semi-aperte e in quanto tali, pericolose da mangiare. Il pescivendolo, da grande intenditore, mi fa notare che sono semi-aperte perché sono vive.
Torno a casa sperando che nel percorso, non abbiano troppo sofferto e che tutte siano in buono stato. Insomma, 600 metri a piedi, mi sono bastati per affezionarmi.
Apro il sacchetto sul piano di lavoro. Pfiuu, sono ancora aperte, carine, ma guarda questa come è piccola! E questa?? Enorme!! Devono essere madre e figlia, ecco, le metto a bagno per pulirle, ora si chiudono tutte, fanno le timide...ora le metto nella pentola a cuoc...
aspetta un attimo, ma io non posso mangiarmi questi esserini! Madre e figlia! Il padre rimarrà solo, ci soffrirà
Una cosa è mangiarsele quando lo vedi come mero cibo, un'altra è comprarle, fargli fare la passeggiata, fargli il bagnetto  poi a tradimento, tuffarle nel pomodoro bollente!
Torno vegetariana, anzi fruttariana, anzi, voglio nutrirmi solo di semenze.
Secondo step: cucinare le cozze.
Le immergo nella passata facendomi il segno della croce: si aprono in un paio di minuti, le servo e mentre preparo il set, il profumo di sugo, aglio, olio e mare è tale che mi gira la testa. 
Sono semenzara da 2 minuti e già svengo al profumo di cozze in guazzetto. 
Famme assaggià...che buona...e questa? Ahm! Mmmm e senti la mamma come era polposa! Il padre se ne farà una ragione.
Cozza, m'hai provocato?
E io me te magno!




500 g cozze
200 g passata di pomodoro

2 spicchi di aglio

1 peperoncino
1 mazzetto di prezzemolo
sale, olio


Pulite e lavate bene le cozze. In un tegame fate rosolare l'aglio con un filo d'olio, quindi aggiungete la passata, solo un pizzico di sale, abbassare il fuoco e far sobbollire per 20 minuti, aggiungendo poca acqua calda se dovesse ritirarsi troppo. Unite le cozze, il prezzemolo tagliuzzato e il peperoncino. Coprite con un coperchio e  aspettate giusto il tempo necessario all'apertura delle cozze. Servite calde con abbondante prezzemolo.



Con questa ricetta partecipo al contest “Il Pomodoro italiano si veste di Gusto” di Chiarapassion in collaborazione con La Fiammante. 




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mercoledì 10 giugno 2015

Pesto zucchine e nocciole



Pesta di qua, pesta di la. 
Io amo qualsiasi cosa sia pestabile. Pesto i pomodori secchi, i pinoli,  le erbe aromatiche, pesto il pepe a Pisa e pesto i piedi.
Quando posso faccio tutto al mortaio, altrimenti ci vado di mixer ma solo, come in questo caso, quando non ci sono aromi come le foglie di basilico che possono annerire.
Il resto è tutto un pesta-pesta, rafforza i bicipiti, allarga le prospettive, sviluppa la fantasia.
Ed è light.


1 zucchina
100 g parmigiano
75 g nocciole
sale, pepe, olio

Spuntare le zucchine e sbollentarle in acqua bollente salata per 2/3 minuti. nel mixer, mettere in ordine: le noci, il parmigiano grattugiato e le zucchine. Frullate con l'olio fino ad ottenere una salsa omogenea. regolare di sale e aggiungere una macinata di pepe. Aggiungere un paio di cucchiai dell'acqua di cottura al momento di servire il condimento con la pasta, in modo da renderlo più fluido.









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