domenica 18 settembre 2016

Corona di pane e tapenade di olive nere


Alle ore 8,30 di stamattina, in Rue C. B****, si è verificata una forte esplosione, proveniente dal quinto piano.La polizia elvetica, prontamente intervenuta, ha potuto appurare che nel condominio non ci sono feriti ma che nell'appartamento in questione, residui di un oggetto molle non identificato, ricoprivano pareti , soffitti e pavimenti. Arrestata l'iinquilina che mentre veniva portata in questura, continuava a ripetere:
- " Ve lo giuro, è solo pasta madre!

Da sempre sono amante del pane, tutto il pane. Più come assaggiatrice che come fornaia. Poi grazie ad alcuni maestri francesi ho iniziato ad appassionarmi fino al botto. Non nel senso figurato ma fisico, difatti sono riuscita a far esplodere la pasta madre che ho provato a curare e nutrire (forse troppo?) fino all'esplosione. Da quel giorno ho pensato fosse meglio continuare con il mio pane ad alta idratazione con lievito di birra, senza scomodare troppe muffe e batteri. 
La notte mi sogno le forme e gli abbinamenti e il giorno riproduco le folli idee notturne. 
Questo pane semplicissimo ma d'effetto l'ho fatto copiando il famoso Pain d'Epí, un pane francese a forma di spiga (qui sotto una foto dal web, del pane pronto per la cottura).
Non è affatto difficile ma potete benissimo formare delle piccole pagnotte, sistemarle una accanto all'altra e continuare la lievitazione negli appositi cestini. I cestini da lievitazione ve li consiglio caldamente se siete appassionate di belle forme di pane. Ne ho trovati di belli nel sito Livingo, economici e in diverse dimensioni. Da Livingo ho preso anche le forbici, affilate e leggere per fare questi tipi di tagli, le potete trovare qui.



Per variare dal pane tradizionale, ho deciso di raccoglierlo in ciambella e farcirlo con una pasta di olive nere.
E' morbidissimo e profumato, sparito in un attimo.

Per una corona:

200 g farina 00
50 g manitoba
2,5 g lievito secco
130-150 acqua
4 g sale
qualche cucchiaio di tapenade di olive
olio

Impastare le farine con il lievito, il sale e l'acqua. Dovrà risultare appiccicoso e morbido. Lasciatelo nella ciotola, passate un filo d'olio intorno e coprite a campana per 1 ora. Quindi fate qualche piega S&F e coprite per un'altra ora. Continuate per altre due volte. L'impasto deve aver raddoppiato il suo volume (io tengo sempre una spia di riferimento accanto). Stendete l'impasto in un rettangolo di circa 30x20. Spalmate la tapenade e arrotolate delicatamente (l'impasto è comunque morbido). Formate una ciambella e partendo dalla giuntura, praticate dei tagli con la forbice pizzicando la pasta e rovesciando il lembo all'indietro. 
(immagine web)


Continuate per tutta la lunghezza e fate lievitare ancora per una mezz'ora. Spennellate di olio e infornate in forno già caldo a 180° fino a doratura. Fate raffreddare del tutto.



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martedì 6 settembre 2016

Pink sandwich e...fertility day



In redazione l'ansia è palpabile: l'agenzia ha ricevuto l'incarico di una grande campagna d'informazione, un progetto a livello nazionale che viene dritto dritto dal Ministero della Sanità Italiana.
I creativi dello studio, i giornalisti, il capo della sezione, il capo redattore, la segretaria Carlotta ed i fotografi sono pronti per ricevere la commissione dal presidente delle comunicazioni del ministero.
Tutto lo staff tecnico ed artistico è in fibrillazione per la nuova sfida, si attende il tema da sviluppare.
Il Signor Luigi Santo Della Rovere entra in sala accompagnato dalla giovane assistente che porta con eleganza e sensualità una cartellina marrone.
Tutti salutano in coro, lui saluta con un cenno di mano.
I dipendenti e superiori si siedono in un gran rumore di sedie.
-"Grazie a tutti per essere venuti di domenica. Mi spiace per le vostre famiglie ma ho preferito organizzare il meeting oggi stesso, in modo che questa notte sia già prolifera per le vostre idee, visto che la consegna è per martedì."
In sala si leva un lieve rumoreggiare e tra qualche parolaccia che vola una voce si distingue, quella del capo sezione che esclama:
-"È inumano organizzare una campagna in due giorni!"
-"È domenica mattina - risponde il Signor Della Rovere - quindi i giorni sono tre. Ha un grande staff, sono sicuro che riuscirete a fare una campagna formidabile come nel vostro stile. Il budget non deve superare la cifra qui indicata. Niente vip, niente location, solo un paio di modelle. Il resto tutto grafica. Voglio frasi d'impatto, voglio un lavoro pulito e deciso. Voglio il massimo. Voglio che il Ministero sia orgoglioso del lavoro. La mia segretaria vi lascerà la cartella con il tema, io vi saluto. Ho un volo per Maracaibo. E' il compleanno del chiwawa della mia fidanzata, non posso mancare."
In sala i giovani si guardano, salutano alzandosi leggermente dalla sedia, altri sono a bocca aperta, due di loro sono già con le mani nei capelli.
Appena si chiude la porta, un giornalista leggermente infastidito dai tempi e dai modi del Signor Luigi Santo, si alza e esclama a voce alta e tono fantozziano:
-"La campagna del ministero è una gran..."
Fortuna che non fa in tempo a  finire la frase: i colleghi gli tappano la bocca, gli intimano di calmarsi.
Il capo redattore prende le redini, calma gli animi e si prepara ad aprire la cartella con il tema.
All'interno però trova solo un foglio con un inchiostro grossolano, un foglio passato via fax dal ministero, dove i caratteri sono quasi illeggibili. Le O sono piene di macchie nere, le E si confondono con le F. Sembra un lettera in braille.
-"Quindi? - esclama un giovane creativo - ditemi che è per l'abuso di alcool, ho già lo slogan pronto!"
-"Ma che dici - dice un altro - per l'abuso di alcool, fumo e droga l'abbiamo fatto 1 anno fa! Speriamo che sia per l'aiuto alla ricerca, che abbiamo già delle foto di stock pronte."
Il redattore fatica a leggere:
-"Ehm, sembra ci sia scritto... Rettily Day."
-"Ma che significa? - tuona il fotografo - dammi 'sto foglio, fai vedere a me."
-"Beh no, questa senza dubbio è una F, quindi sarà Feticci Day. Forse qualcosa di sado-maso."
-"Ma che state dicendo ragazzi? Abbiamo pochissimo tempo e lo stiamo usando per decifrare questo stupido fax, dai a me!" esclama il giornalista.
-"Mmmh dunque, sulla F siamo tutti d'accordo. Il resto potrebbe essere Fateli? Fateli Day?
-"Ma fateli cosa? Ma non si può chiamare il ministero per avere delucidazioni?"
 -"Ah sì? Di domenica mattina? Pensi che ti risponda qualcuno?"
Nel brusìo e nervosismo generale Carlotta riceve in mano il foglio e  dopo averlo osservato in silenzio sentenzia, calma:
-"Per me è Fertility. Fertility Day! Secondo me la Lorenzin vuole fare un po' la paternale a queste coppie pigre di oggi, ricordare che l'orologio biologico esiste, che non si deve ignorare! E magari parlare di prevenzione, di situazione demografica, delle malattie sessualmente trasmissibili..."
Gli uomini della sala si guardano in silenzio annuendo.
-Ma certo!! Grazie Carlotta, è Fertility Day!"
Tra bicchieri d'acqua e tablet, finalmente l'aria si distende. Si sente un mormorìo leggero, qualche risata sollevata, un creativo batte le mani, il fotografo si congratula con la segretaria.
-"Iniziamo subito ragazzi!  Voglio immagini chiare, cartoline a go-go, tanti slogan ad effetto, caratteri cubitali in bianco e rosso. Carlotta, tu fissa una modella ed uno studio fotografico."
-" Ma è domenica!"
- "Ah già. Ok, allora chiama la nipote della concierge. E' carina ed andrà più che bene. Fai fare spazio nella sala colazioni che ci facciamo il set, tanto lo sfondo lo lavoriamo dopo con Photoshop! Avanti, al lavoro!"

Italia, mercoledì ore 8,00
La nuova campagna Fertility Day viene divulgata in cartaceo ed in tutti i social, con hashtag, siti, foto, slogan. Viene organizzato anche in tutte le piazze per il 22 del mese corrente un evento atto a promuoverla. Vengono coinvolti  medici, maestri, dottori e ginecologi. In meno di 48 ore, lo staff intero ha fatto un lavoro enorme, sostenuto grazie ai soldi degli italiani che pero' non reagiscono troppo bene.
Il primo impatto sui social è durissimo e virale: nel giro di 2 ore si scatenano chat, mail di insulti, proteste ed offese.
Le donne in prima fila.
Quelle che vorrebbero un figlio ma che non possono averlo, quelle che potrebbero ma non hanno le possibilità economiche. Quelle che corrono in cantina e rispolverano i cartelloni delle manifestazioni sessantottine "l'utero è mio, e lo gestisco io". Quelle che tristi, schifate, sorprese e basite si ritirano dai commenti, quelle che insoddisfatte dalla loro vita, trovano in questo mercoledì, una bella polemica su cui straparlare su fb, anche se non sanno nemmeno qual è l'argomento.

Maracaibo, mercoledì ore 12,00
In una spiaggia privata, sotto ad un gazebo di lino bianco, il ministro Lorenzin chiacchera amichevolmente con la fidanzata del Signor Luigi Santo quando viene disturbata dalla chiamata di Paolo, il suo braccio destro rimasto in Italia.
-"Uff, scusa ma è il lavoro, risponderò dopo. Insomma cara, ti stavo dicendo, è proprio dopo quell'evento che ho pensato: ma sì! Facciamo una giornata dedicata allo scazzo. Almeno per un giorno voglio essere io a spingere giovani, adulti e perché no, anche gli anziani, a fregarsene per un'intera giornata. Invitarli a bere, fumare e ingozzarsi di Nutella come se non ci fosse un domani. Mi devo rinnovare, devo ringiovanire la mia immagine di ministra della salute! Ho voluto chiamare questa campagna Fottitene Day, che ne dici? Penso proprio che sarà un successone! Vedrai come ti riguadagno punti agli occhi dei giovani!"
Il telefono risuona, questa volta senza alcuna intenzione di smettere.
-"Ao', Paoli', chevvoi? Hai rotto erca'. So' in vacanza, che rompi?"
Dall'altra del parte del mondo, la voce del braccio destro:
-"A Beatri', è successo un casino. Vedi di veni' che qui so' cazzi."


Per 4 panini

200 g farina
5 g sale
2 g lievito secco
100 g di barbabietola già cotta
40 g circa acqua
1 cucchiaio di semi di chia

insalata riccia
caprino
noci

In una grande ciotola, mettete la farina, il lievito, il sale e i semi. Aggiungete la barbabietola cotta, sbucciata e frullata. Unire l'acqua fino ad ottenere un impasto un po' appiccicoso. Aggiungere un cucchiaio d'olio e coprire a campana per 1 ora. Praticare delle pieghe S&F e coprire ancora a campana. Continuare ogni ora (circa 3-4) fino al raddoppio dell'impasto.
Dividere l'impasto in 4, pirlarli per formare dei panini, adagiarli nella leccarda coperta da carta forno e lasciare lievitare fino al raddoppio. Accedere il forno a 180°, spennellare dolcemente la parte superiore dei panini con acqua e cospargere di semi. Cuocere per circa 15 minuti o quando il sopra comincia a dorarsi. Far raffreddare del tutto, tagliare a metà e farcirli con insalata riccia, caprino e noci.



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venerdì 2 settembre 2016

Purple smoothie



Non posso vivere senza colore.
Un po' come la Clerici che non può vivere senza calcio...
E' banale lo so, ma forse non ci pensiamo mai a come i colori ci influenzano durante l'arco della giornata o addirittura nella nostra vita. Ci vestiamo anche in base alla stagionalità.
Gli indumenti marroni e tutti i colori della terra, sono quelli che ci attirano di più in autunno. Il viola indossato d'inverno avrà una tonalità e gradazione più scura rispetto al viola che avremmo voglia di mettere di primavera.
Studi scientifici dimostrano come la frequenza dei colori possa essere il qualche modo terapeutico per l'essere umano. La cromoterapia è una pratica molto utilizzata.

Tutti abbiamo un'amica/o che si veste solo di nero. Io ne ho una: capelli corvino, abiti neri sia d'estate che d'inverno, accessori e complementi neri.
Una Morticia de noartri.
Ho lavorato su di lei, senza che se ne accorgesse. Ho cercato di conoscere certi suoi lati con domande che di solito nessuno fa e finalmente un inverno, dal nero pece, sono riuscita a farle comprare prima una maglietta grigia, poi una maglia bordeaux. E' stata una conquista visto la sua tendenza monocromatica.
Ma il mio obiettivo era un altro.
Detto questo, ho forzato la mano (molto dolcemente) con la mia Morticia, fino a che questa estate, convinta dalle mie parole, si è comprata un top giallo. Giallo sole, giallo vivo.
Stava benissimo. Era anche più sorridente.
Per convincerla, le ho consigliato di "allentare" il forte impatto con una giacchetta viola: due colori complementari vivi che d'estate fanno anche molto piacere.
Il giallo, colore dell'ottimismo, rivitalizza e libera dalle paure.
Dall'altra parte il complemento del viola, un mix tra il rosso della passione e il blu della calma.
In un colpo solo, dal nero si è ritrovata con i primari addosso e credo che anche lei si sia sentita meglio.
Il nostro umore influenza la scelta ma, scusate la presunzione, secondo me anche la scelta influenza l'umore. Per questo che vi invito a vestirvi e/o circondarvi di colore anche se non ne avete voglia o anche se siete delle dark lady impenitenti.
E soprattutto, vi invito a mangiare il colore: la natura ce ne offre in quantità esagerate.
Questa estate ho abusato.
Ho fatto overdose di colore ingerito: ghiaccioli gialli, frullati rossi, bevande verdi e cene multicolori.
Oggi vi propongo i complementari della mia nuova amica morticia: il giallo e viola.
Osservate i due colori nella foto, valutate, respirate e poi ditemi se non vi sentite meglio!




Smoothie mirtilli e banana

1/2 banana
300 g mirtilli
1 vasetto di yogurt alla vaniglia

Sbucciare la banana e tagliare la metà a rondelle. Congelare insieme ai mirtilli. Mettere nel mix la frutta congelata con lo yogurt, azionare e frullare con qualche cubetto di ghiaccio. Gustare subito.
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venerdì 26 agosto 2016

Insalata Dalia


E' incredibile come per merito (o a causa?) di  tecnologia e internet, tutto, ma proprio tutto, sia cambiato così velocemente. In pochissimi decenni l'80% degli oggetti che usiamo quotidianamente sono praticamente dei robot, macchine che ci portano a lavoro, che ci calcolano le operazioni matematiche, che ci indicano le strade e che ci mettono in contatto in tempo reale con tutto il pianeta e che ci lavano i vestiti.
Solo nel campo della cucina mi basta pensare alla fatica che facevamo per montare la panna o gli albumi a neve. Si montavano a mano, agitando la frusta fino a che ti venivano i crampi al braccio e dovevi passare il testimone all'altra donna di casa. Se poi ti occorrevano montati sodi, allora chiedevi aiuto alla forza maschile che dava l'ultima mescolata vigorosa per ottenere meringhe perfette.
I tempi erano lunghi, almeno 10/15 minuti di movimenti concitati e non sempre la riuscita era garantita. Una delle cose più belle al mondo in questo campo è stato l'avvento delle fruste elettriche: tutta un'altra storia. Sul web se ne possono trovare di ottime, tipo questa, dal design futurista, che in 4 minuti ti sei tolta il pensiero.
All'epoca, le ricette venivano passate con il passaparola e trascritte su foglietti di carta volanti, buste del pane, dietro gli scontrini. In tutte le cucine c'era un diario di ricette con le scritte pasticciate e le ricette avevano sempre un nome di donna: "torta di Anna" "frittelle di Teresa" e "Ciambella di nonna Filippa". Venivano indicati i passaggi principali, senza troppi dettagli e cambiate di volta in volta a seconda dei gusti della famiglia. Le ricette disponibili erano quelle che assaggiavi da amici e parenti o quelle di pochi libri classici che ogni donna aveva in casa. Manco ci veniva in mente di fare uno smoothie con mango e matcha, anzi, manco sapevamo cosa era lo smoothie anche se senza saperlo lo facevamo ai nostri figli.  

Oggi grazie al web si conoscono e realizzano ricette dell'altra parte del mondo, si sperimenta molto di più e si sbaglia meno, grazie agli errori o consigli del popolo web che scrive in rete. 
Abbiamo milioni di libri da consultare e milioni di siti, le riviste di cucina spopolano e le performance culinarie hanno invaso i media. Anche io ho abbandonato da tempo il foglio e la penna e quando devo cucinare, apro il computer e vengo sul mio blog. 
Sul sito Lionshome, un sito con centinaia di prodotti per la casa, ho trovato questo oggetto geniale.


Lo trovo comodissimo e ingegnoso: la base è un normale sottopentola in silicone ma con delle scanalature che permettono di mantenere dritto il cellulare o il tablet. Io poi che sono technology addict ,mentre cucino mi guardo le puntate dei telefilm in streaming. Il massimo!!
Per non parlare delle planetarie: mi chiedo ancora come ho fatto così tanto tempo senza.
Non era nemmeno nei pensieri quello di lavorare un chilo di impasto per brioche, troppo faticoso da realizzare. Grazie a macchine così, anche la frolla mi risulta facilissima, il risultato è ottimo e il tempo e la fatica minimo. Su internet se ne trovano di tutti i tipi e a tutti i prezzi, come queste bellezze meccaniche:





Insomma, è bello ricordare le nonne con le mani infarinate e i libri sporchi di confettura, pero' siam donne moderne alle quali  è stata data la possibilità di sperimentare e divertirci in cucina con degli aiuti validi e veloci, anche se sono poco romantici. Che poi chi l'ha detto? Se la malinconia per il passato vi attanaglia, avete mai visto questo  sbattitore vintage che ho trovato sul sito? Very sixties!



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martedì 23 agosto 2016

Ghiaccioli al mango


Non vedevo l'ora.
Il giudizio divino  è arrivato anche per me. Si è fatto aspettare ma finalmente I Testimoni di Geova hanno bussato alla mia porta.
E l'hanno fatto in un giorno in cui non avevo una cippa da fare.
Erano in due, anni 80.
E con "anni 80" non mi riferisco all'età anagrafica ma a quella della moda nel loro armadio.
Intanto non ho capito perché viaggiano sempre in coppia. Quello della Folletto, poveraccio, fa tutto da solo...
I testimoni di Geova sono stra-abituati a porte sbattute e a credenti di altre religioni che non hanno nessuna intenzione la domenica di cambiare dottrina.
Ma non sono abituati alla signorina No e quel giorno la signorina No, atea di professione e eretica nella vita precedente, era in pre-ciclo con il mal di testa.
Quale giorno migliore?
-"Buongiorno, siamo venuti a parlarle del manoscritto più letto e tradotto al mondo!"
-" Il catalogo Ikea?"
Si guardano.
-"Ehm, no...la Bibbia!!
-"Ahh, entrate, sedete! Birretta?
Si guardano, declinano l'invito scuotendo la testa.
-"Nella bibbia è spiegato il significato delle nostre esistenze, perché siamo qui e dove andremo dopo."
-"Io dopo non posso, devo far cena, c'ho le cozze al guazzetto."
Si guardano.
-"Noo, dove andremo "dopo"! Dopo la vita, dopo la morte!!"
-"Ahhh!!Scusi! -pacca sulla spalla - credevo s'andasse a prendere una pizza e fosse già tutto previsto nella Bibbia! Continui continui..."
-"Lei crede all'aldilà, ad un paradiso, no...?"
-"Al paradiso? Oh icchellè? La Divina Commedia? Nono, io credo che muoio e basta, divento polvere, terra, concime."
Si guardano.
-"Ma per lei, si nasce e si muore e non si fa domande su cosa faremo dopo?"
-"Dopo devo far cena, c'ho le cozze! Ahahahah. Era una battuta dai!" Seconda pacca sulla spalla.
-"E lei a cosa crede?"
-"A quello che vedo, a mio figlio ad esempio, all'amore per lui, al fatto che una madre farebbe tutto per il proprio figlio, no?"
-"Si, si, si", rispondono come i cagnolini con la testa basculante che si attaccano al parabrezza delle auto.
-"E che una madre ama il figlio oltre alle sue decisioni, oltre alle sue scelte, no?"
-"Sisisi"
-"E perché allora se vostro figlio decide di dissociarsi,  lo ripudiate e chiudete ogni legame naturale? E' giusto dare più valore a un  immateriale, fantasmagorico, incorporeo Geova che a un figlio, sangue del proprio sangue? "
Si guardano.
Mi spiegano che se i parenti di dissociano, loro non ripudiano il legame di sangue ma devono allontanarli per concentrarsi a servire Geova, per essere forti spiritualmente.
-"Ahh, certo. Ma vi capisco, davvero. Io farei la stessa cosa: se mio figlio mi dicesse che da ateo diventa testimone di Geova, gli stacco le braccia e ci gioco a Shangay. Gradite un vinello per caso?"
Si guardano.
-"Ma noi non abbiamo mai detto questo, sono parole riportate male"
-"Si infatti pur di non accettare trasfusioni, lo fate morire al vostro associato. Ma è un paese libero e democratico, ognuno la pensa come vuole e poi a voi che ve frega, manco andate a votare, no?
-"Ma figlia mia - mi dice toccandomi il braccio - non può  essere così cinica, lei sta rischiando! Come fa a non avere un credo, a non sperare, a non temere per il suo futuro..."dopo"..."
-"A Signo', non ce semo capite: IO DOPO CENO. C'ho le cozze. Ah proposito, forse vi va un ghiacciolo al mango homemade? Io fossi in voi accetterei, la fine è vicina, potrebbe essere il vostro ultimo dessert".
Si guardano per l'ultima volta.


Per 7/8 ghiaccioli

2 manghi maturi
180 g yogurt alla vaniglia
1 o 2 cucchiaini di limone

Mondate i manghi, estraetene la polpa e frullatela con il succo del limone e lo yogurt. Versare nelle forme scelte e far congelare.
Consumare prima della fine del mondo.



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