martedì 3 dicembre 2019

Human Touch in Food Photography

 

       (ph credit Stefania Fracasso)


Quando ho iniziato a organizzare le slide per i miei corsi, ben 11 anni fa, cercavo un modo per rendere univoci certi stili.
All'epoca stava entrando in Italia lo stile russo in chiaroscuro e quello americano piu solare e luminoso.
In entrambi notavo spesso la presenza di mani all'interno delle foto, cosa abbastanza rara in Italia e soprattutto indicata prevalentemente agli step della ricetta. 
Lavorando in studio, mi ero resa conto che era ancora molto difficile da inserire nelle foto classiche italiane, per lo meno non in editoria ma dovendo mostrare i trend della food photography durante le lezioni, feci una ricerca per raccogliere qualche immagine da mostrare.
Mancava solo un nome per poter comunicare il mood con una sola parola. 
Su una foto, un'americana spiegava "I love put a human touch in my food photography's pics".
Quella l'idea:  "human touch" è diventato il nome di uno stile ai corsi DAZZERO.

Quello che alle lezioni chiamiamo  "human touch" è per definizione "Dazzeriana"  la presenza di una parte del corpo all'interno del fotogramma che va dalle sole dita all'intero busto, a volte anche con accenni di viso.
E' molto amato proprio perché  umanizza l'immagine e la rende più simile ad uno spaccato di vita quotidiana, cosa che non succede per lo still life dove la natura è sola nel suo splendore quasi come fosse viva in un mondo senza uomini.




Attualmente esistono foto human touch dark&moody e chiare in egual misura e spesso anche le agenzie ne richiedono qualcuna all'interno di un progetto.

Ci sono delle regoline da rispettare pero' per un corretto Human Touch.
Vediamo quelle di base, usando sempre il condizionale :-)

  • Le mani dovrebbero essere sempre ben curate e come "ben curate" non si intende un semipermanente fucsia con i brillantini ma mani pulite e presentabili. Poi, ad ognuno il suo: se si sta costruendo un set fashion indirizzato ai social vanno benissimo anche i colori all'ultimo grido ma un paletto enorme c'è: se si panifica, assolutamente vietato qualsiasi tipo di smalto, anche quello trasparente. 
  • Se fate foto alle mani dei vostri bimbi, che siano pulite sotto le unghiette e se sono le vostre, un occhio particolare a unghie spezzate e pellicine...
  • L'inserimento, anche solo delle mani, è all'interno del frame, una peso visivo non indifferente. Per evitare che l'occhio dell'osservatore sia preso a schiaffi da questa presenza, è necessario fare un paio di passi indietro con la fotocamera includendo nel frame degli spazi negativi.
  • Per un effetto naturale, le mani dovrebbero sempre essere mostrate nel momento del gesto, l'istante nel quale si è appena concluso un atto o quello in cui ci si accinge a compierlo. Se le mani fanno parte del frame è per una ragione logica e non sono mai posizionate come gli altri props.
  • Oltre alle mani, l'human touch comprende gli avambracci, le braccia, il busto o, per certune, la presenza del viso. Un'attenzione particolare va data anche al tipo di abbigliamento che diventerà oggetto di scena e non sarà mai da sottovalutare.
  • Attenzione anche ai capelli. Quando si cucina sono legati, quando la preparazione è pronta, che almeno non abbiano vicinanza diretta con la pietanza!

Ai corsi DAZZERO viene introdotto anche un termine per indicare la presenza di mani da un lato o dall'altro della ripresa:

Gli step in attivo sono le foto che mostrano mani che stanno agendo come fossero le vostre
                                          (https://www.dasbackstuebchen.de/rezept/schoko-kirsch-ruehrkuchen)

Gli step in passivo sono quelle foto dove le mani sono dalla parte opposta della fotocamera, come se stesse scattando ad una seconda persona.

                                                                                        (foto dal web)

A livello esecutivo, se si è soli, è molto piu facile lo step attivo e anche quello piu intuitivo. 

Un consiglio della scuola DAZZERO è sempre il solito: non esagerare!
La presenza umana è una bellissima esperienza per conoscere le proprie capacità d'organizzazione durante uno shooting e aguzzare l'ingegno per costruire set che possano rendere naturale una foto ambientata. L'occhio ha anche bisogno di leggerezza pero', quindi una volta che abbiamo capito che siamo capaci nell'esecuzione di un nuovo trend, passiamo al prossimo!




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