venerdì 27 marzo 2015

Les Anisettes e...gli abbracci


Il primo ricordo di contatto fisico indelicato risale a più di 3 decenni fa da parte della zia anziana. Quella che tu non conosci ma lei ti ha visto nascere e questo è sufficiente a darle il permesso di baciarti amorosamente lasciandoti strisce da lumaca sulle guance.
Tutti abbiamo avuto una zia lumacona.
I ricordi si fermano poi sul prete che mi scompiglia simpaticamente i miei ricci ed è una cosa che nessuno deve fare. E' il mio tallone d'Achille, le mani altrui tra i miei capelli potrebbero risvegliare istinti aggressivi.
Altro personaggio da detestare è il dottore che ti tasta la pancia, che ti tocca la schiena, e mentre ti tasta devi anche simulare attacchi di tosse e iperventilazione: ma chi ti conosce? Ti ho mai dato confidenza? Dimmi dove devo toccare e cosa devo sentire che faccio tutto da me!

Poi c'è l'amico che per spiegarti cosa ha fatto la sera precedente continua a toccarti il braccio, ripetutamente e sempre nello stesso posto.
C'è anche il collega che ti fa i buffetti sulle guance dopo essere uscito dall'urinatoio e l'amica dell'amica dell'amica che quando ti vede ti abbraccia forte perché è contentissima di vederti anche se non si ricorda come ti chiami.
Sono allergica al contatto fisico gratuito. Vado dalla parrucchiera 1 volta l'anno per evitare che qualcuno mi tocchi la testa, sono scappata da una seduta di maquillage e non potrei mai farmi fare dei massaggi.
Nun mi devi da toccà.
Non è uno scherzo, il contatto fisico nella società ha un enorme significato. Ho letto diversi anni fa che in un paese ci si tocca di più rispetto ad una grande città: la sfera invisibile dove finisce il tuo spazio e inizia quello del tuo vicino è ristretta e le persone si abbracciano e si baciano con più spontaneità.
A Frittole ci si tocca, a New York no.
Io sono appunto un tipo newyorkese:  anche quando devo chiudere una mail non scrivo mai bacioni ma bacini, per evitare troppa enfasi.
O anche quando mi salutano con un ti abbraccio stretta stretta, mi vien da rispondere: è una minaccia?


Queste ciambelline originariamente dovevano essere delle brioche semplicissime. Nel percorso, ho prima voluto aggiungere un po' di Pastis, poi ho voluto fare una formatura particolare e ho quindi concluso con dei semi di anice in superficie.
Mentre scattavo ho pure avuto l'illuminazione per il nome: Les Anisettes.
Carino nhé?




Per 4 anisettes

190 g farina 00
50 g manitoba
40 g zucchero
10 g lievito di birra fresco
60 g latte
2 uova
100 g burro ammorbidito
4 g sale
1 cucchiaino di Pastis

1 uovo battuto
1-2 cucchiai di latte
semi di anice


Unire la farina con lo zucchero, il sale in una ciotola. Sciogliere il lievito nel latte tiepido e unirlo agli ingredienti secchi. Impastare brevemente con le mani. Aggiungere anche le uova battute e lavorare l'impasto che sarà molto appiccicoso. Cercare di raggrupparla e lasciarla riposare coperta a campana. Ogni 30 minuti per un paio d' ore, ripiegare la parte esterna verso il centro, facendo il giro completo della ciotola (circa 8 pieghe). Finite le ore di riposo, trasferire l'impasto nella planetaria, azionarla a velocità sostenuta e aggiungere il Pastis e il burro a pezzetti a poco a poco, in modo che possa essere assorbito tutto. Appena è assorbito, spegnete la planetaria e lasciare riposare 10 minuti, coperta. Azionare ancora la macchina e farla lavorare fino a incordatura. L'impasto deve essere omogeneo, lucido, morbido ma non appiccicoso, si deve staccare senza tracce dal cesto della planetaria e dalle mani.


Trasferirla in una ciotola, coprirla con pellicola e lasciarla in frigo per un paio d'ore.
Lavorare l'impasto per togliere il gas dividerla in 4 palline. Aiutandosi con un velo di farina , stenderle in un rettangolo di circa 21x14cm.
Seguire il disegno per la formatura.
Disporle su carta forno e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Battere leggermente un uovo, unire un paio di cucchiai di latte e spennellare delicatamente la superficie delle brioches e cospargere di semi di anice.
Scaldare il forno a 180°C e inserire un pentolino nella base del forno. Arrivato a temperatura, inserire la leccarda e riempire il pentolino di acqua versandola con un bricco.
Far cuocere fino a doratura per circa 15/20 min.
Far raffreddare su gratella. Una volta fredde, rimangono morbide se messe in un sacchetto di plastica per alimenti.


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22 commenti

  1. Mi sspetto un abbraccio da stendermi domenica...sappilo!

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  2. Io sono una che tocca in continuazione, abbraccio, accarezzo, tocco nel braccio per salutare una do anche le lacchè sulle spalle!!!! Avrai paura di me quel giorno che ci vedremo....perché sappilo che primo o poi ci vedremo....
    Allora, che cos'è il Pastis e per dare questa forma così carina e originele devo prendere una striscia di pasta e arrotolarla alla ciambella?
    Un abbraccio. Stretto stretto!!!!,

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  3. Ma quanto siamo simili e quanto ti capisco!

    La penso esattamente come te e quanti fastidi... Se lo dici, passi per insopportabile, esagerata, etc.... Se cerchi di farlo capire con semplice e velato linguaggio del corpo, non capiscono o non vogliono capire e vanno avanti.... e quando ti accorgi che fanno finta di non capire, ti infastidisci ancora di più.
    Non ci vorrebbe molto a capire che ognuno ha il proprio spazio, ognuno differente. Oggigiorno poi, abbiamo tante di quelle conoscenze che un tempo non c'erano che risulta davvero insopportabile vedere che troppe persone ancora non sanno o non vogliono capire.
    Io ho provato ad indietreggiare clamorosamente mentre qualcuno continuava a prendermi un braccio per raccontarmi una storia, ma niente da fare, ottenevo solo un aggressivo avanzare verso di me e nuovi ancoraggi al mio braccio...
    Si potrebbe scrivere un libro...
    Io sto cercando di insegnare queste cose a mia figlia che è ancora piccola.
    Ciao, buona giornata
    Tiziana

    p.s. mi piace tantissimo il messaggio sui commenti che hai messo in fondo al blog. Ho impiegato tanto tempo anch'io ad adeguarmi ai "bacini" e "abbracci" dei commenti ai miei post. Mi sono imposta piano piano di adeguarmi un po', per semplice educazione, nei confronti di chi lasciava questi messaggi sul mio blog, ma ammetto di farlo tuttora con fatica per lo stesso motivo che hai scritto tu.

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  4. Gli abbracci sono bellissimi e fanno bene.... ma solo a chi li desidera!

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  5. ho i capelli ricci e biondi, e sono l'invidia di molti, e questo li autorizza a strizzarli, arruffarli...odio odio e odio! quindi ti capisco!
    Brava come sempre! :*

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  6. Ah ah, la mia zia lumacona aveva il vizio di appioppare baci salivosi proprio sugli occhi!!! E' rimasto un certo trauma anche a me, mi piacerebbe essere più fisica, ci provo almeno col pensiero ma in realtà quando la maggior parte della gente mi dà le pacche o mi tocca, faccio eccezione per marito, amici cari, mamma e sorella, io mi ritraggo, che mostro sono!!
    Bellissima la forma di queste brioches, e anche il profumo!! Ciaoooooo!!!

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  7. Meraviglia delle meraviglie.....cosa leggono i miei occhi....il Pastis!!!!!!Sono estasiata da questa ricetta...mi sto avvicinando al mondo magico dei liquori e non potevo non notare questo piccolo particolare di non poco conto.........un saluto...Micol

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  8. wow! parto dalla fine, le anisettes sono davvero delle ruotine troppo simpatiche! anche se sono entrata in crisi con il pastis... ecco... lo so che ora faccio la figura burina, però faccio finta di sapere eh???? ecco, direi proprio che il pastis è il tocco di classe! (ne sono certa... ma dimmi ti prego, giuro che non ti tocco, ma dimmi cos'è!)
    ps. io tocco tutto, tocco molto, devo toccare per capire, per comunicare, per sentire. se non tocco, significa che non voglio capire, che mi rifiuto di sentire, e che non mi interessa comunicare.
    però tocco a pagamento, non gratuitamente (no vabbè, questa non si può sentire!)
    scherzi a parte, nonostante abbia proprio il bisogno di toccare, non sopporto il toccamento gratuito, non necessario, lumacoso e inopportuno. quindi abbraccio i miei figli, guardo da lontano una foglia e "sento" come è la texture fra le dita, sfioro le mani di una amica ma bava non le lascio, giuro :)

    Monique, leggerti è sempre un immenso piacere, mi "tocchi" le emozioni!

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  9. Anch'io allergica al contatto fisico gratuito da sempre. Ricordo che da bambina la cosa che mi faceva andare in bestia più di tutto erano i perfetti sconosciuti che mi facevano il ganascino (credo si dica così), ispirati dalle mie guanciotte, che sono sempre state piuttosto prominenti. Il fastidio per le "toccate" gratuite perdura ancora oggi ed in genere mi procura la nomea di orso scontroso (che poi è quello che sono).
    Bellissime le tue brioscine, anche se confesso di non aver capito la procedura per la formatura...

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  10. Sai, credo che tutto si debba al vissuto personale. Al di là di espressioni metaforiche che vogliono solo dimostrare affetto verbale.. posso dire che il contatto fisico non lo amo particolarmente, se non quando lo cerco. Purtroppo per me essere toccata da uno sconosciuto è un trauma, così come un approccio invasivo non richiesto è qualcosa che mi provoca fastidio, nervoso e rabbia. Pazienza.. magari se fossi cresciuta in altro modo una carezza casuale l'avrei accettata con occhi diversi. Queste anisettes sono così belle e perfette che non credo potrei mai farcela...! Buon fine settimana <3

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  11. ohhhhh che belle!!!! Una ricetta favolosa!
    Se ti conforta, anche io ho i capelli ricci e odio chi me li tocca!

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  12. Carine, carine ,carine! Così belle che è un peccato mangiarle!

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  13. bellissime,complimenti per le parole e le foto,a presto

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  14. Sono cresciuta senza neanche un abbraccio da parte dei miei genitori, e non scherzo. I miei non toccano, non abbracciano quando vedono qualche parente, non abbracciano i figli, etc, quindi non potevo che venire su come loro. Il primo abbraccio che ho volutamente dato a una persona è stato a 28 anni. E non scherzo.

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  15. Anch'io ho un'amica a cui tengo molto che è come te. Eppure sai, anche a distanza, lei ha trovato comunque il modo di trasmettermi il suo calore, ha abbracciato la mia esistenza in modo speciale e ha toccato con sguardo colmo di emozione tutte le corde della mia anima...non credo tu la conosca però, ma pensa le coincidenze, ha i capelli ricci e delle mani bellissime che queste tue Anisettes le saprebbero fare bene e belle come le tue.
    Màdame

    Ps. Scusami il commento "smielato", ma sono ancora troppo frastornata dalle emozioni toccanti di ieri.

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  16. Che meraviglia queste anisettes!
    La formatura mi piace un sacco, e poi comunque per me con l'anice si vince a prescindere...
    Ti saluto con un abbraccione stretto stretto e mille bacioni XD
    Lou

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  17. ma che carine!
    Tantissimi auguri per una serena Pasqua piena di gioia e di tanto buon cibo!
    Alice

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  18. Buona Pasqua Monique. Non riesco a vedere il disegno della formazione.
    Riguardo ai toccaccioni sono perfettamente d'accordo, trovo le invasioni di campo un po' una mancanza di rispetto. Ovviamente tutti, salvo eccezioni patologiche, desideriamo dare e ricevere abbracci però da chi diciamo noi. Dalla semplice stretta di mano in poi ci sono un'infinità di possibilità di contatto umano, tocca alla sensibilità e l'educazione di ognuno capire cos'è l'adeguato. Io per esempio trovo fastidioso e un po' ridicolo l'abitudine dei francesi di far finta di baciare il primo venuto invece della stretta di mano.. Attualmente mi trovo in Kenia dove impera la stretta di mano indiscriminato, anche in situazioni che non la richiederebbe. Lo subisci per non sembrare razzista, ma francamente mi darebbe fastidio anche in un paese di muzunghi visi pallidi.
    Oggi che è Domenica di Pasqua mi verrebbe di mandarti un abbraccio, però mi trattengo.

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  19. va beh, come vuoi tu, passami una anisetta con le pinze, pliz
    :)
    cià
    Cla

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  20. ma lo sai che oltre a farmi sorridere davvero mi commuovi? Questo post potrei averlo scritto io, è uscito perfettamente dai miei pensieri....... come ti capisco!!!!!
    La ricette poi è meravigliosa, da fare di corsa!!!! Baciotti

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  21. WoW! Quante novità!
    Mi piace tutto, molto professional!

    Bacissimi...non lumacosi!
    Mo

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APPREZZO consigli, critiche, opinioni, domande, nuove amicizie e semplici saluti.
Visto che non guadagno a commento, sarei molto più felice averne pochi e sinceri che tanti ma ad cazzum.

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